La Basilica di San Giovanni Maggiore

 

Un’antica leggenda vorrebbe che la primitiva fabbrica della nostra antica sede parrocchiale deriverebbe da un tempio pagano dedicato ad Ercole o ad Antinoo; sarebbe diventato tempio cristiano e consacrato a S.Giovanni battista nel sec. IV d.C. per volontà dello stesso Costantino o di un membro della sua famiglia.


Nella basilica è ancora custodita una lapide di dedicazione del primo altare cristiano in alfabeto osco-latino dello stesso periodo. Il testo della dedicazione confermerebbe l’esistenza di una giovane comunità cristiana con una residuale cultura pagana.


Il Vescovo Vincenzo, nel VI secolo, riedificò questo primitivo luogo di culto e ne fece la quarta parrocchia della città, dotata di rendite, clero ed un territorio parrocchiale vastissimo rimasto inalterato fino alla seconda metà del XVI secolo. Di questa riedificazione esiste ancora l’abside paleocristiano abbellito da colonne e pilastri rilevate da costruzioni pagane, la lapide di dedicazione dell’altare finemente scolpita, ed il famoso calendario marmoreo attualmente custodito nel palazzo arcivescovile in attesa di un’auspicabile ricollocazione nella basilica.


La primitiva costruzione terminava molto probabilmente all’altezza dell’attuale porta laterale; è stata ampliata nel corso dei secoli e più volte è crollata a causa della sua ubicazione sul ciglio di una collinetta che dà sull’attuale via sedile di porto.
Attualmente è ancora chiusa al culto per permettere di risolvere definitivamente i plurisecolari problemi statici dell’edificio; provvidenzialmente gli interventi sono ormai nelle ultime fasi e si spera al più presto di poter restituire al popolo del quartiere e della città uno dei templi più antichi così carico di storia.


Questo tempio sembra simboleggiare, con la sua vastità, la grandezza della Chiesa di Dio sparsa per i cinque continenti e, con la luce che la inonda sempre, Cristo luce del mondo sempre presente in mezzo al suo popolo.