24 novembre 2009: Inaugurazione del dipinto raffigurante
il Servo di Dio Sisto Riario Sforza
Un nuovo quadro nella chiesa di Santa Maria dell’Aiuto. Il dipinto, raffigurante il cardinale Sisto Riario Sforza, martedì 24 novembre è stato esposto alla comunità ecclesiastica, alla presenza del vicario episcopale per il clero e la formazione, monsignor Antonio Terracciano. Discendente di antichissima ed illustre nobiltà, Sisto Riario Sforza nacque a Napoli il 5 dicembre 1810. A 15 anni il giovane Sisto vestì l’abito clericale e chiese di essere incorporato alla Congregazione delle Apostoliche Missioni, per istruirsi nelle opere del ministero sacerdotale. Venne ordinato sacerdote nel capoluogo partenopeo il 15 settembre 1833 dall’Arcivescovo cardinale Filippo Giudice-Caracciolo, quindi ritornò a Roma dove conseguì le lauree in giurisprudenza e teologia. Papa Gregorio XVI lo incaricò di delicate missioni apostoliche e poi lo volle come segretario particolare. Per le sue eccezionali doti di mente e di cuore meritò la dignità vescovile, già a 34 anni, venendo consacrato il 25 maggio 1845 dal cardinale Mario Mattei e il 21 giugno faceva il suo ingresso nella Sede vescovile di Aversa. Il suo episcopato ad Aversa durò appena sei mesi perché venne nominato arcivescovo della sua città natale e l’8 dicembre prendeva possesso della nuova diocesi. Il 19 gennaio 1846 venne elevato alla porpora cardinalizia, spettante all’arcivescovo della capitale del Regno delle Due Sicilie. Dinanzi ad una parrocchia gremita monsignor Terracciano, nel corso dell’omelia, ha ricordato l’impegno del suo episcopato «in un periodo storico di grandi sconvolgimenti politici, rivoluzioni e laceramento delle coscienze». Ai devoti della Madonna dell’Aiuto monsignor Terracciano, partendo dal Vangelo delle nozze di Cana, ha sottolineato l’altruismo del cardinale Riario Sforza ed il suo grande amore per la Madonna dell’Aiuto. «Avendo assimilato il culto e la devozione della Vergine come Madonna dell’Aiuto – ha aggiunto il parroco don Gennaro Acampa – si è fatto aiuto per i suoi fratelli più poveri». Tanti gli aneddoti raccontati sulla sua figura sempre più come quella dell’uomo di Dio sollecito solo del bene delle anime e degli interessi essenziali della Chiesa. Si meritò il titolo di “Borromeo redivivo”, o anche conosciuto come il “Borromeo di Napoli” ricevendo, dall’episcopato napoletano il 2 febbraio 1862, in dono una stola appartenuta al santo vescovo milanese. Durante l’eruzione vesuviana del 1861 mise a disposizione degli sfollati il palazzo arcivescovile di Torre del Greco e quando il colera colpì il capoluogo partenopeo arrivò a vendere le posate d’argento del palazzo arcivescovile per aiutare gli ammalati. Incrementò la vita della vasta arcidiocesi, elevando il numero delle parrocchie, introducendo nuovi Istituti e Ordini Religiosi, favorendo le più svariate opere di assistenza sia materiale che spirituale e morale. Infine, come parrocchiano e devoto dell’antico tempio della Madonna dell’aiuto ne volle un’immagine poco prima di spirare il 29 settembre 1877.
Di seguito alcune fotografie della serata:
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Gli amici della cooperativa Europa 2000 sistemano il quadro prima della celebrazione |
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la processione di ingresso |
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Un momento della celebrazione |
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la schola cantorum |
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il Vicario Episcopale mons. Antonio Terracciano |
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un momento della celebrazione |
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La benedizione del quadro |
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il quadro nella sua sede definitiva |