Aprile 2011
Gesù è nell’orto degli ulivi, il podere chiamato Getsemani. L’ora tanto attesa è arrivata. È il momento cruciale di tutta la sua esistenza. Si prostra a terra e supplica Dio, chiamandolo “Padre” con confidente tenerezza, perché gli risparmi di “bere il calice”, un’espressione che si riferisce alla sua passione e morte. Lo prega che quell’ora passi… Ma alla fine Gesù si rimette completamente alla sua volontà:
“Non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu”.
Gesù sa che la sua passione non è un evento fortuito, né semplicemente una
decisione degli uomini, ma un disegno di Dio. Sarà processato e rifiutato dagli
uomini, ma il “calice” viene dalle mani di Dio.
Gesù ci insegna che il Padre ha un suo disegno d’amore su ciascuno di noi, ci
ama di amore personale e, se crediamo a questo amore e se corrispondiamo col
nostro amore – ecco la condizione -, egli fa finalizzare ogni cosa al bene. Per
Gesù nulla è successo a caso, neppure la passione e la morte.
E poi ci fu la Risurrezione, la cui solenne festa celebriamo in questo mese.
L’esempio di Gesù, Risorto, deve essere di luce per la nostra vita. Tutto quanto
arriva, quanto succede, quello che ci circonda e anche tutto quanto ci fa
soffrire dobbiamo saperlo leggere come volontà di Dio che ci ama o una
permissione di lui che ancora ci ama. Allora tutto avrà senso nella vita, tutto
sarà estremamente utile, anche quello che sul momento ci pare incomprensibile e
assurdo, anche quello che, come per Gesù, può farci piombare in un’angoscia
mortale. Basterà che, insieme a lui, sappiamo ripetere, con un atto di totale
fiducia nell’amore del Padre:
“Non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu”.
La sua volontà è vivere, ringraziarlo con gioia dei doni della vita, ma a volte
non è certamente quella che si pensa: un obiettivo di fronte al quale
rassegnarsi, specie quando ci si imbatte nel dolore, né un susseguirsi di atti
monotoni disseminati nella nostra esistenza.
La volontà di Dio è la sua voce che continuamente ci parla e ci invita, è il
modo con cui egli ci esprime il suo amore, per darci la sua pienezza di Vita.
Potremmo rappresentarcela con l’immagine del sole i cui raggi sono come la sua
volontà su ciascuno di noi. Ognuno cammina su un raggio, distinto dal raggio di
chi ci è accanto, ma pur sempre su un raggio di sole, cioè sulla volontà di Dio.
Tutti, dunque, facciamo una sola volontà, quella di Dio, ma per ognuno essa è
diversa. I raggi poi, quanto più si avvicinano al sole, tanto più si avvicinano
tra di loro. Anche noi, quanto più ci avviciniamo a Dio, con l’adempimento
sempre più perfetto della divina volontà, tanto più ci avviciniamo fra noi…
finché tutti saremo uno.
Vivendo così, nella nostra vita ogni cosa può cambiare. Anziché andare da chi
piace a noi e amare solo quelli, possiamo avvicinare tutti coloro che la volontà
di Dio ci mette accanto. Anziché preferire le cose che più ci piacciono,
possiamo attendere a quelle che la volontà di Dio ci suggerisce e preferirle.
L’essere tutti proiettati nella divina volontà di quell’attimo (“ciò che vuoi
tu”) ci porterà di conseguenza al distacco da tutte le cose e dal nostro io
(“non ciò che io voglio”), distacco non tanto cercato di proposito, perché si
cerca Dio solo, ma trovato di fatto. Allora la gioia sarà piena. Basta
inabissarci nel momento che passa ed adempiere in quell’attimo la volontà di
Dio, ripetendo:
“Non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu”.
Il momento passato non è più; quello futuro non è ancora in nostro possesso. È
come un viaggiatore in treno: per arrivare alla mèta non cammina avanti e
indietro, ma sta seduto al suo posto. Così dobbiamo star fermi nel presente. Il
treno del tempo cammina da sé. Dio lo possiamo amare soltanto nel presente che
ci è dato, pronunciando il proprio “sì” fortissimo, totalitario, attivissimo
alla sua volontà.
Amiamo dunque quel sorriso da donare, quel lavoro da svolgere, quella macchina
da guidare, quel pasto da preparare, quell’attività da organizzare, chi soffre
accanto a noi.
Neppure la prova o il dolore deve farci paura se, con Gesù, sapremo riconoscervi
la volontà di Dio, ossia il suo amore per ognuno di noi. Anzi, potremo pregare
così:
“Signore, dammi di non temere nulla, perché tutto ciò che succederà non sarà che
la tua volontà! Signore, dammi di non desiderare nulla, perché niente è più
desiderabile che la tua sola volontà.
Che importa nella vita? La tua volontà importa.
Dammi di non sgomentarmi di nulla, perché in tutto è la tua volontà. Dammi di
non esaltarmi di nulla, perché tutto è tua volontà”.